Punto Informatico

Italia.it

Italia.it, the portal supposedly conceived to enhance tourism to Italy, has been closed. It may be good or bad news, but we Italians could tell better when we will file the annual tax return. Reportedly it has been a financial black hole, the main feature of which has been that of being able to consume some 45 million euro without the blink of an eye.

Now the website is timed out, not even a "goodbye" page.

By the way, the website is closed, but Italy is still open for business -- and tourism -- in case you wondered. Don't be mislead!

Italia.it

Italia.it ha chiuso. Ora si tratta di decidere se ridere o piangere. Ne riparliamo a Giugno, quando faremo la dichiarazione dei redditi.

Mi rimetto a quello che dice su Punto Informatico il Direttore. E chi può avere voglia di aggiungere qualcosa?

Ora il sito è in timeout. Nemmeno una pagine di "arrivederci a un futuro migliore": che figura di palta!

WSJ et al. su OOXML

Il Wall Street Journal (WSJ) ha un'altra notizia scritta da Charles Forelle, che già ha scritto un altro articolo il 30 Agosto, con una visione bilanciata e imparziale sul processo di voto. Nell'articolo vi sono un paio di dichiarazioni mie, una con attribuzione, raccolte durante una chiacchierata con l'autore.

WSJ et al. on OOXML

Revised to cover some more press reports: now in addition to WSJ we have Groklaw, Robert Weir, CBR online, Punto Informatico (Italian) and Mimmo Cosenza (Italian).

The Wall Street Journal (WSJ) runs another article written by Charles Forelle, who already wrote a story on 30th August, with a balanced and impartial view. The article sports some lines of mine, gathered during a chat with the author.

Proposta di legge su P2P e contenuti finanziati dal pubblico

[tratto da Punto Informatico ( Creative Commons by-nc-sa 2.5)] :: [contiene contributo audio/video originale]

Alcuni deputati Radicali hanno presentato una singolare e per molti versi inedita proposta di legge che si focalizza su un tema centrale nella Società dell'Informazione: Norme sulla comunicazione al pubblico da parte di persone fisiche che scambiano archivi attraverso reti digitali per fini personali e senza scopo di lucro. In pratica la proposta, di iniziativa dell'on. Marco Beltrandi (Rosa nel Pugno), chiede la legalizzazione delle attività personali di file sharing e che i contenuti finanziati con i soldi pubblici (come quelli della RAI) siano di dominio pubblico.

La RAI che otterRAI (se le parli)

A seguito della protesta di alcuni utenti, tra cui il sottoscritto, all'utilizzo di strumenti proprietari e dipendenti da una precisa piattaforma (sistema operativo + broswer), contrariamente allo spirito di Internet e alle norme WAI, la RAI ha inviato a tutti coloro che hano scritto una cortese comunicazione, che citiamo interamente.

Peccato che quello che si dice appare quanto meno ben lontano dalla realtà. L'esperienza dell'utente è completamente diversa: quasi tutti i contenuti, ancora l momento di scrivere, sono unicamente in Windows Media Format. Qualcosina in Real Video 10.5, che non esiste per GNU/Linux e qualcosa da "Le frontiere della speranza", in Flash (peraltro richiede l'ultimo plugin disponibile).

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